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Vi presento Tommaso Martignon, l’enologo italiano che diventa maestro di potatura nelle vigne francesi!

Ciao Tommaso. Innanzitutto grazie per avermi fatto assaggiare un pinot nero della Borgogna buonissimo (eccolo qua!). Ora però raccontami un po’ di te, della tua storia. Chi sei, cosa fai ma soprattutto … perché ne sai così tanto di vino? A voi il mistero svelato!

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“Dopo aver frequentato il Liceo Classico, mi sono iscritto alla facoltà di Agragria ma, fin da subito, capii che la mia vera passione erano la terra ed il vigneto … Da qui la sterzata e l’iscrizione ad Enologia, a Padova”… Interessante binomio il savoir faire di stampo classico e le mani sporche di terra. Si, Tommaso è decisamente un ragazzo eclettico, oltre che simpatico e decisamente dinamico. Già, perché è all’età di 22 anni che decide di lasciare il Belpaese, destinazione Francia, dove lavora per 5 mesi come stagista a Saint-Émilion – Bordeaux, in un’azienda vitivinicola, lo Chateau Canon-la-Gaffeliere.

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“Dopo una parentesi di 5 mesi in Australia, tra vigne e cantine del nuovo mondo, sono rientrato a Bordeaux dove ho iniziato a lavorare per Stéphane Derenoncourtuno dei più prestigiosi enologi francesi”.

E chi sarebbero gli altri? Gli enologi consulenti (cosiddetti flying winemaker) contemporanei, più conosciuti: Michel RollandDenis Dubourdieu (recentemente scomparso), Eric Boissenot, Hubert de Bouard. Interessante.

Durante questa collaborazione con Stéphane, Tommaso viene spedito in India per supportare la Alpine Wineries, un’azienda quest’ultima fondata nel 2007 dal signor Raghavendra Gowda il quale, dopo diversi anni di studio in Europa, ha deciso per primo  di impiantare la vigna nella regione di Mysore-Mandya, nella Kaveri Valley. “Caspita, non avrei mai detto che in India si facesse il vino, con tutta quell’umidità…” – “Eh già, non sei l’unica a pensarlo! In realtà l’azienda si trova a 1000 mt. di altitudine dove il terreno è favorevole alla viticoltura”. L’azienda vinifica circa 150 ettari ed esporta per lo più in UK.

Non credo Tommaso mi porterà mai un vino indiano da assaggiare. Ma per certo continuerà a ricordare a tutti con molta nostalgia la sua esperienza in India da un punto di vista umano. “Non è affatto semplice lavoraci insieme in quanto hanno una cultura del lavoro completamente diversa dalla nostra ma sono delle persone veramente eccezionali che ti trasmettono moltissimo da un punto di vista umano”. 

Dall’India Tommaso rientra ancora una volta in Francia, questa volta in Borgogna, dove intraprende una nuova esperienza di tre anni presso il Domaine Charlopin-Parizot  nel villaggio di Gevrey-Chambertin. 25 ettari distribuiti tra la “Côte de Nuits”, la “Côte de Beaune” e “Chablis”. Tommaso si divide tra Gevrey-Chambertin e Chablis, un paesino quest’ultimo dove non c’è nulla ma che rappresenta per lui una grande palestra, dovendosi occupare dalla A alla Z dei 5 ettari che l’azienda lì possiede, come un vero e proprio vigneron. Ma trovando anche il tempo di unire l’utile al dilettevole! Tommaso ci racconta infatti di avere avuto la possibilità di degustare i vini della donna che ha fatto la storia della Borgogna, Lalou BIZE-LEROY, una possibilità che solo pochi eletti hanno. Anche le denominazioni meno prestigiose del Domaine Leroy sono fuori budget per l’appassionato-degustatore comune.

Oggi Tommaso è rientrato in Italia, per modo di dire. Lavora per un’azienda del triveneto che si occupa di consulenza vinicola ma che opera per lo più a Bordeaux, dove il nostro compaesano trascorre 9 mesi all’anno.

Una serata con lui sarà senz’altro istruttiva: lo sapevate che l’età media del vigneto italiano è di 20 anni? E in Francia 25? Una delle operazioni più invasive e che porta alla moria delle piante è proprio la potatura d’inverno, in quanto la vite, forse non lo ricordate o non lo sapete, è una liana, non un albero, quindi non è in grado di proteggersi dalle ferite di potatura. Lo sapevate che … ? Lo sapevate ancora che …. ? Grazie ancora Tommaso per tutto quello che mi hai insegnato. Arrivederci, a presto!

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