• I vini naturali… lieviti indigeni in azione

Raffaele Palma: i vigneti di Maiori … tra cielo e mare!

L’azienda agricola Raffaele Palma è a tutti gli effetti … un paradiso sulla faccia della terra. Sul far della sera, con le luci del tramonto che si riflettono sul Tirreno, osservare i vigneti che si estendono tra cielo e mare regala delle emozioni a dir poco uniche. Così come la cortesia del signor Raffaele che, nonostante i miei ritardi e disguidi, come se nulla fosse si è dimostrato deliziosamente disposto ad aspettare i suoi ospiti, felice che tali ritardi a piacevoli occasioni fossero dovuti (ma voi … non fate come me!). Avvisatici che il vigneto comodo comodo proprio non lo era, eccolo aspettare noi avventori sul ciglio della strada per quell’appuntamento finalmente materializzatosi in fatto concreto.

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Con la sua auto si percorre, tornante dopo tornante, il crinale della collina, salendo sempre più in cima. Nel frattempo Raffaele racconta un po’ dei suoi figli, che vivono a Milano e lontano dalla natura si adoperano; della sua vita, per la maggior parte della quale ha rivestito il ruolo di imprenditore del legno, un’attività che lo ha portato in diverse occasioni a “distaccarsi” dalla propria terra percorrendo il paese ed il mondo in lungo ed in largo.

                                                   

Paradosso forse che il cambio vita lo abbia riportato proprio alle origini di campano DOC. Ma il paradosso non è dopotutto quel lusso che … solo le persone di spirito possono concedersi? E il signor Raffaele di spirito pare averne da vendere …

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… @ lo spirito di andare oltre ogni smania di guadagno facile e veloce. Applicare eco-compatibilità ed operare in modo biologico su crinali scoscesi che si ergono sino a 450 metri sul livello del mare (il punto minimo è a 50 metri) è giustamente anti-conformista. Quel giusto pizzico di ambizione che serve per …

 … @ riportare in vita oliveti ed agrumeti in stato d’abbandono e decidere di reimpiantare le antiche varietà autoctone della costiera, recuperando anche alcune vecchie viti sopravvissute. 20 ettari di cui circa 6 vitati. Il tutto in regime biologico

@ … bio per davvero.  Infatti, per il contenimento dei trattamenti fitosanitari, nell’azienda sono attive ben due stazioni meteorologiche. Fidatevi quindi della genuinità del limone amalfitano DOP, dell’olio delle colline salernitane DOP e dei vini della Costa d’Amalfi DOC. DOP-DOP e ancora DOC, risuonano all’incirca come le lancette dell’orologio …

… quelle stesse lancette che si interrompono quando il signor Raffaele, dopo una breve rassegna in cantina, rappresentata da qualche stanza in mezzo al vigneto, vi farà accomodare per degustare un calice di Puntacroce (il bianco da falanghina, biancolella, ginestra ed altre varietà locali) con la vista sulla vallata terrazzata che domina Maiori e per raccontarvi un po’ la sua storia. Qualche minuto di silenzio…

… uno sguardo al paesaggio:

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… un’altro sguardo al paesaggio con un sorso di vino e qualche appunto di viaggio e degustazione:

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Fu nel 2005 che tutto ebbe inizio. Agrumeti ed oliveti abbandonati. Niente viti ma solo bosco. Dopo anni di lavoro per riportare alla produttività i primi, si decise di impiantare la prima vite. Prima vendemmia nel 2011. Lavori terminatisi nel 2013.  Facile a scriversi, difficile a farsi, considerando che lo spostamento di tutto il materiale è avvenuto in elicottero (portate voi lassù una pressa pneumatica!) e che la vendemmia è del tutto manuale.

Ecco se di spirito il signor Palma si è attrezzato, di un’altrettanta dose di caparbietà è senz’altro dotato. Abituato a lavorare di buona lena, dall’alba al tramonto, per poi ritornare sul far della sera a Salerno, dove si è trasferito dopo un periodo iniziale di residenza a Maiori.

Olio, limoni, una produzione in fase di sperimentazione di zafferano, marmellate di limoni, miele e limoncello. Un vino bianco, il Puntacroce appunto, dai profumi agrumati e decise note minerali.  Il rosso Montecorvo (riposa in botti di rovere), un uvaggio di piedirosso, aglianico e tintore, dal profumo di frutta rossa, sottobosco e qualche leggera spezia. Il rosato Salicerchi, dalla pressatura soffice di piedirosso, aglianico e tintore, ancora una volta, in forma più delicata. Bianco, rosso, e rosso un po’ meno rosso per un massimo di 30.000 bottiglie annue. Se il totale fa 100 (e fin qua non si discute), 40 ce lo mettono rossi e rosati, 60 ce lo mettono i bianchi. E un’altrettanto 100 l’enologo Vincenzo Mercurio, senza il quale né il 40 né il 60 sarebbero possibili, da quei 6 ettari oggi vitati alle uva sopra  citate, trasferite poi in una cantina, piccola ma essenziale e al centro dei vigneti dislocata (ve lo avevo forse già detto?).

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I vini della cantina Palma si vendono in Costiera Amalfitana e si esportano nel mondo; UK, Olanda, US… Però il signor Raffaele ora non viaggia più, se non sporadicamente per partecipare a qualche fiera del settore. Oramai ritornato alle radici, alle stesse ancorato e dalle stesse senz’altro onorato.

Forse però, chi lo sa, i suoi più bei viaggi li fa oggi attraverso il pensiero, dispiegando le ali di Derta, sua fedele aquila reale, simbolo di un sogno maestoso diventato … realtà.

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4 commenti

  1. Francesco Mondelli

    Non solo gioco di parole perché un tramonto vicino a Tramonti vale il gioco è il viaggio.Conosciamo vini ed enologo,ma unica nota stonata è laquila che in gabbia tanto “regale “non appare.PS.Legare vino e trekking fa bene sia al corpo che allo spirito.Ad maiora.FM.

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