• I vini naturali… lieviti indigeni in azione

Non abbiate timore: provate anche voi il Timorasso di Walter Massa

L’altra sera ero a cena con degli amici. I quali, a torto o a ragione, si sono fidati di demandare la scelta del vino alla sottoscritta. Ignari forse del fatto che quando scelgo un vino non soltanto pensando a me medesima, cerco sempre di puntare su qualcosa di differente. Qualcosa che merita di essere valorizzato in quanto non comunemente conosciuto. Un autoctono coi contro…fiocchi.derthona 2010

Ed è così che la mia scelta (col senno di poi mi auguro sufficientemente oculata) è caduta sul timorasso. Un nome che faceva presagire non proprio bene…Ma il cui contenuto, a me perlomeno, ha soddisfatto … E chi meglio del produttore stesso, ci può raccontare la storia di questo insolito vitigno? A lui la parola (che io ho mozzato un po’)….

A proposito di Timorasso … di Walter Massa 

“Dagli anni ‘80 coltivo il timorasso e ne vinifico le uve. … L’ aver creduto nel timorasso si può spiegare nel fatto che “forse” non ha mai avuto grande diffusione in quanto nelle zone altamente vocate, si dava preferenza ad uve a bacca nera (soprattutto barbera) … Negli anni 70 le aziende agricole locali, dovendo aumentare l’offerta dei vini bianchi, hanno puntato sul vitigno cortese, che rispetto al timorasso, garantisce una maggior generosità per ceppo e minori esigenze colturali. Confortato dai più sulle potenzialità qualitative del timorasso, verso la metà degli anni ’80 ho deciso di cambiare gli orientamenti produttivi della mia azienda ed ho pensato che, poter usufruire di un vitigno autoctono per produrre un vino bianco di grande personalità e proporlo ad un mercato sempre più influenzato da prodotti omologati, poteva di essere di grande aiuto per collaborare con quei professionisti del gusto il cui scopo primario è la totale ricerca della qualità, identità ed autenticità di ciò che propongono. Il primo raccolto di timorasso vinificato in purezza, risale alla vendemmia del 1987, da allora si sono susseguiti dei raccolti eterogenei che hanno messo alla prova le potenzialità del vitigno.
… Posso quindi affermare che dopo, anni di raccolti e sperimentazione in vigna ed in cantina, il timorasso è da me considerato alla pari degli altri vitigni che coltivo. Da oggi l’impegno è di introdurlo nelle migliori carte dei vini, non come “bestia rara“ma come ambasciatore di autenticità”.

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Nel calice si presenta con un giallo brillante  …. Ma del colore un po’ me ne infischio sinceramente. Al naso è decisamente aromatico. Inizialmente scorgo note un po’ verdi e qualche sensazione agrumata.
In bocca è decisamente caldo (scopro solo in un secondo momento i suoi 14 gradi) ma rimane piacevolmente fresco. Forse anche per la sapidità che il mio palato ha percepito.

Detto in parole “spiccie”, a me questo vino è piaciuto assai. E trovo che Walter c’abbia visto lungo a rivalorizzare il timorasso. E’ più etico dire vino libero che vino naturale. Forse tutto sommato c’hai anche un po’ ragione e la tua Derthona, senza alcun timore, docet.

 

2 commenti

  1. vino approvato anche dai commensali! 🙂

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