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Mc Sorley: L’Irish pub di NYC

Rientrata dalla Grande Mela, alias New York city. Dopo un’attenta pianificazione ogni cosa è andata per il proprio verso, che tutto ha seguito forchè l’onda pianificata. Alcuni schizzi e qualche sintetica nota su di un quadernino che mi accompagna da svariati viaggi e che con NY è arrivato all’ultimissima facciata.

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Un insieme di note suddivise per data per evitare il rischio di mischiare i ricordi in ordine anticronologico ed illogico. Quello che sto facendo invece ora, volendo narrare alcuni attimi o meglio alcuni minuti, finanche ore trascorse in un luogo che a mio modestissimo avviso può considerarsi unico. Nel suo genere (e non solo).  Sto parlando dell’Irish pub più antico di NYC, McSorleys Old Ale House, nell’East Village. Il pub dai camerieri irlandesi e l’atmosfera della NY di un tempo. Dove tutto trasuda e traspira passato, dall’odore, al colore, al sapore. Un caos indescrivibile ed irrinunciabile una volta che vi ci si trova immersi. Ma nel mezzo del quale riuscirete sempre a trovare un posticino a sedere, guidati da uno degli scaltri camerieri che vi apposterà accanto ad una ridente coppia di persone anziane o ad una comitiva di personaggi eclettici ma mai e poi mai così coesi. Mi è sembrato di rivivere gli istanti della mia parentesi di vita trascorsa nella Green Island (ebbene si, ho vissuto 3 anni a Dublino), conditi da un elegante tocco newyorkese. Qui si possono bere unicamente due tipi di ale (light & dark) che vengono sbattute sul consunto tavolo in legno, due a due (si esatto, vengono servite due pintine alla volta: si tratta di piccoli boccali che chiunque è in grado di affrontare con un moltiplicatore che spazia dal quadrato, al cubo, fino all’ennesima potenza). Non importa se non siete affamati, troverete sempre un posticino nel vostro apparato digerente per un qualsivoglia di quei piatti elencati disordinatamente sulla lavagna, come un panino col roast-beef condito da una mostarda piccantissima. Quando avrete oltrepassato la soglia dell’ennesima potenza vi si renderà necessario per attutire i colpi e ovattare il frastuono. Chiacchererete coi vostri vicini e a tarda serata coi camerieri. E scatterete delle foto che, per quanto espressive, mai potranno immortalare il sentimeno li per li (e solotanto li) vissuto. DSCF4663

Ciò detto non mi resta che arrivare a delle banalissime ma, a onor del vero, ragionevolissime conclusioni. Non si può abbandonare la Grande Mela senza aver fatto tappa (anche fissa, perchè no, se il vostro soggiorno sarà mediamente lungo) da DSCF4739McSorleys.  

 

Rinunciate ad un posh restaurant di Soho; riducete da due a tre gli aperitivi sui roof top; fingete di essere un pò meno alternative-chich da sentirvi così troppo ancorati all’atomosfera bohemienalternative del Meatpacking district. Alienatevi meno tra gli speak&easy bar  del protezionismo (fantasmagorici, comunque). E passate da McSorley.  Di certo, ve lo posso garantire, non ve ne pentirete.

 

 

3 commenti

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