• I ristoranti stellati Michelin

Locanda San Lorenzo: il ristorante stellato dove si respira aria di montagna

 Sono stata alla locanda San Lorenzo due volte. E una volta la racconto; l’altra la tengo nel sacchettino della mia memoria. Una stella Michelin dal 1997.

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Dove: Siamo a Puos d’Alpago, un piccolo villaggio nella provincia di Belluno, un angolino parzialmente montagnoso, giusto al centro della valle di Alpago. Vicino al lago di Santa Croce dove la tenue corrente originatasi dalla montagna Dolada rende il tutto un paradiso per gli amanti della natura … e non solo.

Discorrendo: E’ stato nella metà degli anni ’80 che si decise di riportare in vita la locanda. Fondata a inizio del ‘900 da Osvaldo Dal Farra – il 7 gennaio, ci tengono a sottolineare; nata come osteria del paese (ricavata da una ex stazione di posta), negli anni trasformatasi in ristorante e piccolo albergo. Ed oggi portata avanti dallo chef patron Renzo dal Farra; patrocinatore di una cucina molto legata al territorio ed ai prodotti locali; un sorriso semplice e genuino.

Locanda San Lorenzo
In quale contesto:
un sala piena di ricordi; un grande camino; tavoli e sedie in legno e tovaglie bianche eleganti. Un angolo bar ricco di bottiglie di distillati ed amari di peculiare provenienza. E’ un elegante moderno ma non troppo. Essenziale al punto giusto. Evviva. Come: attraverso un menù del territorio dove sono un must la degustazione dell’agnello d’Alpago (preparatevi alle cervella), Presidio Slow Food e la selezione di formaggi locali. Se preferite del pesce non perdetevi invece la trota dell’Alpago marinata con guacamole e chutney al mango e peperone, dal menù degustazione. Per chi non lo sapesse, il chutney è una salsa agrodolce indiana entrata nella tradizione europea in accompagnamento a secondi piatti, per lo più. C’è inoltre dell’ottima tartare di selvaggina, con frutti rossi misti. Una giustapposizione quella tra la carne selvatica e la dolcezza della frutta di bosco. E poi, che dire dei raviolini con rapa rossa, farciti con ricotta del Cansiglio? Niente se si raffrontano ai bigoli al torchio con ragù di cervo e panatura fruttata: sono altrettanto deliziosi gli uni, come gli altri. E le tagliatelle al Blu di Lanzo? Basta, direi che è il caso di fermarmi qui. Ho parlato anche troppo. E, chi non sa tacere, si dice non sappia nemmeno parlare. E io di cosine ne ho ancora da raccontare.Locanda San Lorenzo

Tipo? Beh, tipo che la cantina è qualcosa di spettacolare. Quanto è spettacolare che raccolgano tutta la carta dei vini nel loro sito. Navigatevela un po’ e morirete d’invidia: cantina. Il tutto è reso possibile da un software sui quali hanno deciso di investire per tracciare gli investimenti e automatizzare l’inventario. Genialità? Si, se intesa come fantasia, intuizione, decisione e volontà d’esecuzione. Ecco, non è un dunque un caso che alla Locanda potrete assaggiare un Barbacarlo del 1996 o un Bricco dell’Uccellone, annata 1995, di Giacomo Bologna. Note speziate, pepe nero, sottofondi erbacei. Ancora fresco ed elegante. Accarezza il palato creando una musica. Lui che invecciato in barrique francesi dopo una raccolta tardiva dimostra quasi con supponenza una capacità di invecchiamento decisamente invidiabile. Lui, come me e sicuramente voi … Bon Apetit!

 

 

 

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