• I vini naturali… lieviti indigeni in azione

Les 9 Caves: a Banyuls sul mare un angolino di mondo anticonvenzionale per gli amanti all’ennesima potenza dei Vins de Garage!

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Les 9 Caves è un posto incredibile. Un posto che si può descrivere attraverso delle foto, dei racconti sommersi, delle esperienze vissute. Les 9 Caves è un posto unico al mondo, così come la località dove si trova, Banyuls sur mer, un paesino della regione del Languedoc-Roussillon all’estremo sud della Francia, ai confini con la Spagna (la … catalogna francese), dove “ci si arriva con due treni al giorno, attraverso una sola strada e dove non ci sono nemmeno i trattori”. Un villaggio di neanche 5.000 anime, fatto di spiagge, calette e colline ricoperte da vigneti. Un terroir unico tra mare e montagna. Ventilazione, poca pioggia, un ambiente da sempre ideale per la vigna.

A rendere ancora più speciale una visita in questo angolo di paradiso, lo sarà il calarsi  in una parentesi “al di fuori dalla realtà”, fatta di  vignerons de garage che lavorano ai limiti dell’estremismo. Una parentesi che si aprirà attraverso una visita a Les 9 Caves e si chiuderà con una sensazione di aver vissuto quella passione che a volte difficilmente si può descrivere attraverso un solo assaggio.

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Nata da una partnership tra una dozzina di persone, 9 vignaioli* ed altri soci tra cui i proprietari de La Guinelle Vinaigrerie Artisanale, la migliore acetaia della regione (e l’unica all’aperto in tutta Europa!). Tutti e 9 i vignerons hanno la loro cantina nello stesso edificio, in precedenza adibito a sede della cooperativa locale, responsabile quest’ultima della produzione del 75% dei vini (solo 200 dei 1800 ettari di Banyuls sono infatti vinificati in maniera indipendente) e che oggi si è espansa e trasferita altrove. Lasciando così 1500 mq a disposizione di 9 Caves, alias un progetto un po’ folle, bello forse proprio in virtù di questa follia?  Lo spazio ospita le cantine di questi 9 vignerons, un’enoteca dove è possibile degustare vini e mangiare qualche semplice piatto a base di prodotti locali, spazi per concerti ed esibizioni d’arte, tre mini appartamenti sopra le cantine per chi se ne innamora a prima vista o … anche per sempre. Un B&B alternativo per gli amanti del non consueto.

* Domaine du Traginé, Domaine Pechpeyrou, Domaine Carterole, Thierry Diaz, Domaine d’en Tallafoc, Cave des Nomade, Bruno Duchêne, Manuel De Vecchi and Les enfants sauvages.

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Tra gli indipendenti “ribelli” (così mi piace definirli, perché hanno tutti, chi più, chi di più ancora, uno spirito un po’ anticonformista), avrete forse la fortuna di incontrare Manuel Di Vecchi, un toscano verace, fondatore di Vinyer de la Rucal’unico produttore biodinamico tra i 9 vignaioli, che sono invece tutti 100% bio.

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Studioso e ricercatore di agronomia, con una grande passione per l’ampelografia (ossia per la vite, che ha studiato in maniera molto approfondita), ha deciso ad un certo punto della sua vita di mollare tutto e diventare vignaiolo, mosso dallo sconforto a causa del lesinare italiano sui finanziamenti per la ricerca, la poca voglia di fare, così come fortemente attratto da una nuova sfida. 3 ettari di vigna acquistati nel 2006 x 1.000 bottiglie l’anno (ha iniziato a vinificare nel 2008), dell’AOC Banyuls,  un vino dolce e fortificato a base di grenache noir, per la cui fermentazione non si aggiungono né lieviti né solforosa, solo una % di alcool per la fortificazione (al fine di preservare gli zuccheri residui dell’uva: da qui la dizione “fortificato”). E poi un po’ di rosso, Ellittico (grenache + carignan) Ullamp (a base di mourvedre), dal nome del mulo che lavora il terreno. Già, qua niente trattori, la tecnologia non esiste. E la chimica ancor meno. In vigna solo zappa e falce; preparazioni biodinamiche per la fertilizzazione; pigiatura dell’uva da piedi di donne (che pazienza esse hanno!), diraspatura a mano di uomo (è la forza bruta). Niente acciaio in cantina, il vino affina in barrique un anno e mezzo o due. Passione e sregolatezza …  In vigna, in cantina, nelle bottiglie soffiate a bocca, nei formati non convenzionali (anche da 40 cl) nei tappi fatti mano e nei cartoni dipinti  … E pensare che Manuel il vino lo vorrebbe trasportare in calesse. Ed imbottigliarlo in tetrapak. Una provocazione forse? A me piace.

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vinyer-de-la-ruca_9-caves_10All’interno delle 9 Caves trova anche spazio il guizzo creativo (e festaiolo) di Bruno Duchêne, ex distributore di funghi selvatici nella Valle della Loira, con un certo … fiuto per il vino; il tutto condito da una personalità un po’ bizzarra, così dicono. Dal 2000 possiede 4 ettari di vigna a Banyuls, che coltiva in modo biologico e con i minimi interventi. 4 parcelle, ciascuna a differenti altitudini, microclimi ed esposizioni. Rese bassissime e produzione limitata. Fermentazioni spontanee, invecchiamenti in botte, addizione di solforosa solo nell’imbottigliamento, se possibile si evita del tutto. Lavora come si faceva un tempo, con la massima gioia.

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Niente vini fortificati, solo rossi secchi (il primo vintage è del 2002), sotto l’AOC Collioure. In tutto 3 vini rossi, a base di grenache (e un 10% di carignan): La Luna, Pascole e Anodine (quest’ultimo solo in versione magnum). La differenza tra i 3 non risiede nel terroir, bensì nelle pratiche agricole seguite. Per La Luna, l’erba viene lasciata crescere spontaneamente. Nel caso di Pascole è arata parzialmente a mano. Per Anodine, il terreno è lavorato 100% a mano. Vallpompo è l’eccezione che conferma la regola, l’unico bianco tra i neri, a base di grenache blanc gris.

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Tutto questo, insieme ad altre 7 cantinette, una vena estrosa, tanta voglia di fare e sbalordire è … Les 9 Caves! Se anche voi, come me, avete bisogno di una dose minima quotidiana di meraviglia, prendetevi del tempo, del più prezioso che avete, per una gita a questo angolino di mondo. Tornerete a casa senz’altro più ricchi (di spirito) e pazzi (nell’animo) di quando siete partiti.

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