• I vini naturali… lieviti indigeni in azione

Laura e Cristiano tra cuore, pietra e terra: un cantina nel cuore della Valpolicella, Terre di Pietra

A volte nella vita ci si emoziona con dei vini …. In altre circostanze con delle semplici etichette. Capire tu non puoi ma chiamale se vuoi … emozioni. Appunto. Sono andata a trovare l’azienda agricola Terre di Pietra e la dimostrazione che mi ha emozionata è dimostrata dal fatto che a distanza di mesi riprovo le stesse sensazioni. E’ una matematica relazione di causa-effetto. E ad oggi, 18 settembre 2016, sono lieta di leggere che il loro Valpolicella Classico Superiore MESAL 2011, ha ottenuto il massimo riconoscimento delle 4 VITI nella terza edizione della Guida ai Vini d’Italia VITAE edita dall’Associazione Italiana Sommelier! Complimenti!

Dapprima il cuore di Laura (Albertini) e Cristiano (Saletti) che si è aperto a me visitatrice malcapitata della domenica. Anzi no, cosa dico. A me sporadica visitatrice occorsa niente meno che il giorno di San Valentino. Loro intenti alla pulizia della cantina che hanno solertemente abbandonato per assecondare la mia insaziabile curiosità. Io: curiosa e basta.

Terre di Pietra_vini

Poi arrivano i vini. In ordine sparso. Il Veronese Bianco a base di garganella. Un’eccezione in mezzo a tanti rossi. Vigna del Peste. Un vino semplice, schietto e sincero. Che non ho assaggiato il 14 febbraio ma giusto qualche giorno fa mi è capitata tra le mani la bottiglia che Laura e Cristiano mi hanno regalato e, non a caso, un cavatappi. Un vino che mi ha fin da subito affascinata per via della storia dietro ad un’etichetta apparentemente “scherzosa” ma in verità intrisa di sentimenti. Un signorotto dalle gambe sottili. A fianco del quale due bimbe: sono il nonno (papà di Laura) e le nipotine Anna ed Alice; rappresentate nel disegno ed autrici dello stesso. “Ma lui, nonno e papà, si volta dall’altra parte e borbotta “che gambe magre te me ga’ fato” (*che gambe magre mi hai fatto)”. Un uomo molto duro; un padre poco affabile ma piuttosto burbero, che Laura ha visto piangere in una sola occasione, quella di una tremenda grandinata. Un uomo in apparenza imperturbabile che ha fortemente contrasto le scelte in un certo modo “anticonformiste” di sua figlia Laura, guidata sì dall’incoscienza ma quanto mai mossa da una profonda credenza, ideologia o forse, più semplicemente, filosofia di vita. Quella del perseguire un vino naturale e biologico: l’azienda è infatti stata riconvertita in tal senso nel 2011. Un bio non estremo ma volto a preservare il rispetto del territorio. 18 mila bottiglie l’anno tra Italia ed estero. Bottiglie di quel vino di cui stavo parlando. Il bianco in mezzo a tanti rossi e poi …

Terre di Pietra

Poi c’è il Valpolicella Classico Stelar, dal nome del primo strato di pietra di Prun. A base di corvina – corvinone – rondinella e molinara. Ecco a voi la scheda tecnica .

Poi si passa al Valpolicella Superiore Mesallo strato di mezzo. Rosso rubino intenso ed al naso portatore di grande intensità. Una discreta complessità nei profumi che si manifesta anche al palato.

Infine si assaggia l’Amarone della Valpolicella Rosson.  Anche “Rosson” identifica il nome di uno strato di pietra del loco. In etichetta un sovrapporsi di linee colorate stilizzate. In bocca: potenza e struttura.

Se di Laura si evince una sorta di risentimento nei confronti del padre per il mancato appoggio, da Cristiano si estrapola invece un forte attaccamento alla propria terra d’origine, Torbe, della cui separazione parla come se si rivolgesse ad una meta remota. Se osservate se ne è tatuato il nome sulla pelle. Emozionale. Emozionante. Divertente. Cristiano è un carattere solare. Con lui e Laura si chiacchera…

… si disquisisce sulle uve e si imparano cose nuove. Si apprende che il Corvinone è un’uva molto “verde” quando non completamente matura. La Corvina è meno asprigna ma più sensibile al sole. Vulnerabile ma elegante, in grado di restituire molto anche se vinificata in purezza.  La Rondinella è invece un uva forte, che non si ammala mai ma che ha bisogno di essere vinificata con le altre per esprimere armonia.

Il tutto originato da 2 vigneti 2, per un totale di poco meno di 4 ettari ad un’altitudine di circa 400 metri. Uno nella zona classica a Torbe di Negrar (il luogo d’origine di Cristiano) e l’altro nella zona di Marcellise.

Letto. Riletto. Si, credo di avere detto tutto. E se anche ho scordato qualcosa … provate un po’ a figurarvelo voi. Non limitando nulla, attraverso la vostra immaginazione, di quanto sia possibile immaginare…

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