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La Madonnina del pescatore, colori e sapori di mare

Tripletta. Si, tripletta. Che dire della Madonnina del Pescatore? L’ultimo dei ristoranti di Cedroni di cui parlo (anzi, scrivo). Il primo cui sono andata. Forse significa che mi ha impressionata in misura minore? Forse perché mi piace ricordare in ordine cronologico invertito.

La Madonnina del Pescatore Senigallia

Iniziamo dalla location. Si trova in riva al mare (a Senigallia). Anzi no, cosa dico. Si trova lungo il lungomare (sempre di Senigallia, ovviamente). Dall’altra parte della strada però, per cui il mare lo si scorge lontano. Ma nell’aria si sente.


La Madonnina del Pescatore

Quando sono entrata non so, la prima sensazione che ho avuto è quella di un’atmosfera un pò retrò. C’era qualche pezzo nell’arredamento che mi ricordava un pò gli anni ’80. Ma forse, anzi molto altamente probabile, è un’opinione mia, solo mia. Il personale è molto gentile, il personale anzi è squisito. Non so se perchè eravamo in un certo senso “referenziati” o perchè viene loro naturalmente così. Poca importa; conta solo la sensazione di piacevolezza che l’ambiente sapeva trasmettere. Sono sensazioni di felicità. Di stare bene.

Che ancor più si fanno sentire dopo un calice di champagne di benvenuto. Divertita osservo una coppia di ragazzi molto giovani ad uno dei primi appuntamenti, dove lui per fare bella figura l’ha portata a cena in un super ristorante. Non ne capiscono molto, ma si divertono. Lei si finisce la ciotola del pane, deliziosa. E chiede il bis. Del pane, ovviamente. Lui quasi non mangia. Non pasteggiano a vino, solo acqua. Una situazione tenera.

Siamo al mare. Conseguentemente si mangia (in prevalenza) pesce. La Madonnina del PescatoreCi siamo dirottati quindi su questo flusso di sapori:

@ americano cocktail solido e viaggio intorno all’alice. @ roast beef: tonno bianco tataki, il sugo della fettina di mia madre salsa di sedano rapa e topinambur al forno. @insalata di polpo, gelatina di pane e aceto, la sua maionese . @carpaccio tiepido di spigola, purè al lime, salmoriglio e salsa di rucola . @lasagna ai frutti di mare in bianco con salsa di cocco e prezzemolo . @guazzetto “al forno” di pesci, molluschi e crostacei.

Dobbiamo scegliere il vino. Arriva il Sommelier. Cosa possiamo bere? Nonostante il mio amore incondizionato per lo champagne (e credo anche Cedroni abbia un debole per questa splendida bevanda), nonostante si sposasse perfettamente con la cena, abbiamo deciso di rimanere nel territorio e accoppiare il cibo ad una bollicina autoctona, di Garofoli: un brut riserva del 2008. Prevede 48 mesi sui lieviti. Un vino molto secco, con note di frutta matura, pesca bianca, agrumi. Un vino di ampio respiro. Facile quanto intrigante. Molto molto piacevole. Una buona dose di mineralità, unita a un’indubbia freschezza, lo rende perfetto come tutto pasto.

Un pasto da non dimenticare. A distanza di un mese non potrei ripetere a memoria esattamente cosa ho mangiato, Posso però affermare di sentire ancora le emozioni. Di sentire ancora il gusto di quel qualcosa di speciale che condisce ogni portata. L’insalata di polpo è più di un’insalata. La lasagna ai frutti di mare era delicata oltre ogni confine. E il guazzetto sprizzava gioia e non solo gusto.

La Madonnina del Pescatore

Per concludere in dolcezza un tiramisù con gelato al caffè, mascarpone liquido, qualcos’altro che non ricordo (potrei ricontrollare il menù sul sito internet ma sono pigra) e, questo si lo ricordo, il pane del giorno prima.

Carina l’idea. Al confine tra mito e realtà. Un bel messaggio comunque. Anche in un ristorante bistellato, No agli sprechi. SI a riutilizzare le materie prime che potrebbero essere tristemente gettate “a mare”.

Mi ricordo la pappa col pomodoro che faceva mia madre quando ero piccina. Uno dei miei piatti preferiti. Con tanto tanto pane raffermo e tanto tanto pomodoro e tanto tanto basilico. E non contenta, ci immergevo dentro pure dei crostini di pane!

Ed infine, per concludere in doppia dolcezza (a seguito del tiramisù), i vulcani attivi. Una mappa geografica  che permette di  saltare da una parte all’altra del globo assaggiando del cioccolato speziato. La mini-pasticceria di Cedroni insomma. Originale. Fuori menù un assaggio dei tortellini di parmigiano liquido, carne cruda battuta al coltello e salsa di pomodoro e basilico . Per ultimo ma per primo. Un elisir.  Provatelo perché, anche solo quello, merita un viaggio.

 

2 commenti

  1. Gia’ Senigallia e’ una garanzia, immagino il resto! 65Luna

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