• I ristoranti stellati Michelin

La macelleria Damini merita davvero una stella Michelin?


È da poco uscita la nuova guida Michelin. Un nuovo 3 stelle (ce lo si aspettava), qualche scalata e discesa, i rumors sul povero Cracco che fanno un po’ di scoop enogastronomico. E diverse new entries nel firmamento con 1 stella, quelle del “chi ben comincia è a metà dell’opera” … però … che fardello. Già mantenere una stella crea ansia. Quasi peggio di chi lotta per averla e poi se la prende … in quel posto (e non la stella!). Non so voi ma quanti di quelli che vi aspettavate l’avrebbero presa alla fine non ce l’hanno fatta, lasciandovi l’amaro in bocca? Io qualche nome ce l’ho ma è pur sempre questione di gusti…Allo stesso modo mi domando ancora il perché di alcune stelle e secondo quali canoni gli ispettori le danno e manco morti le tolgono. Se si fatica tanto a darla alle pizzerie gourmet perché insistere con una macelleria? Sono ritornata a cena la scorsa settimana da Damini e Affini, la macelleria-bottega di delicatessen-ristorante stellato ad Arzignano, nel vicentino. Incantevole. Cioè mi è piaciuto. È una macelleria che vende della carne di ottima qualità ed è al contempo enoteca e negozio di prelibatezze. Per fare la spesa ci lasci lo stipendio, però ci sta. 
Ormai di format così (negozio + bistrot) straripa il mercato ma senza dubbio il fatto che ci sia anche una macelleria annessa lo rende più originale.


È stata forse l’originalità ad essere premiata? La stella fu data nel 2014, allo chef Giorgio Damini per la gioia anche del fratello Gian Pietro, insieme artefici di questo progetto di successo. Un progetto sicuramente originale e vincente, soprattutto qualche anno fa, che secondo me però, guardando i parametri medi che rispettano i ristoranti con 1 stella, non è da stella Michelin, appunto.

Il cibo. Si mangia molto bene, come negarlo. Qualità eccelsa, della carne in primis. È possibile scegliere alla carta (qualche piatto anche non a base di carne), la degustazione a sorpresa, secondo l’estro dello chef. La degustazione di carne o le specialità dalla macelleria.


Dopo aver provato la prima volta la carne, e l’ultima le specialità dello chef, confermo che da Damini vale la pena andare per la prima, soprattutto se nelle altre portate ci si aspetta quel quid che normalmente si ritrova negli stellati e che qui, a mio avviso, manca.

Tutto buonissimo ma non da stella. Le entrate; l’orzotto con foie gras; la lasagnetta di riso fritto, ossibuchi, zucca, tzatzichi ed erbette; l’oca in diverse consistenze. Pure il tiramisù era delizioso, tra i migliori che abbia assaggiato di recente. Ma mancava in tutto quel tocco che connota i ristoranti insigniti di una stella Michelin.




La carne cruda come antipasto semplice ma molto buona. Presentata al naturale e nella rivisitazione dello chef. Abbondante e non stitica la porzione. Da ristorante di ottima qualità.


Il vino. Buona scelta e non scontata. Però manca la carta. O meglio si viene esortati a farsi consigliare a voce dal maitre-sommelier o di andare a dare un occhio allo scaffale. Problemi zero, anzi divertente. Però mi sorprende che un ispettore non ci abbia fatto caso. Non sono dettagli irrilevanti.
Il servizio. Estremamente gentile. Il maitre è bravo, gestisce bene i tavoli. Da consigli. Ha modo. Riguardo la mise en place, sottolineando che a me l’informalita’ piace e i tovagliati meno, da Damini è più da bistrot che da ristorante stellato. Nonostante abbia mangiato sul legno anche in un tristellato, qua l’approccio è un po’ troppo casual forse. Comunque su questo aspetto si potrebbe anche passar via. 


Però meno sul fatto che l’atmosfera viene rotta dal sottofondo di Radio 24 e dal telefono del locale che squilla. Problemi zero però non è la morte sua quando di stelle trattasi. Forse non capita sempre però l’andazzo a me sembrava quello! D’altronde ci si trova sul retro di una bottega e un po’ di trambusto ci sta, fa colore. Però se penso agli altri locali con 1 stella non mi pare coerente coi canoni.

Quindi in sintesi, da Damini si mangia molto bene la carne, è da andarci per provarla.E ora che siamo in periodo natalizio da approfittarne per fare un po’ di shopping eno-gastrmomico e acquistare qualche costata da cucinare a casa con gli amici. Però… la domanda “perché 1 stella?” quando per molti aspetti  è lontano dai colleghi che la vantano e anche da alcuni che ancora la aspirano (creatività culinaria in primis ma anche servizio) sorge spontanea. Senza malizia sorge invece la domanda “non sarà forse che tanto marketing e PR fanno anch’essi la loro, tutto fuor che irrilevante, parte?”!

2 commenti

  1. Mondelli Francesco

    Nel suo piccolo”Cumpa Cosimo”a Ravello fa la stessa cosa da più di quarant’anni nonché “la tradizione a Seiano”nata come macelleria e via via bottega gourmet enoteca bistrot.Venendo da Napoli si trova sulla sinistra a poche centinaia di metri prima della galleria che porta a Sorrento: non è stellato ma merita la sosta.PS.A quando il dolce evento?In bocca al lupo e ……..ad maiora semper.FM.

    • Grazie per le dritte! Sono stata a Ravello lo scorso anno a Dicembre, visitando anche una bella cantina. Se sapevo avrei provato quei posticini. Terrò a mente per la prossima volta. Sono già mamma da 2 mesi 🙂

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