• I ristoranti stellati Michelin

La Corte, lo stellato di Follina – quando è accostamento tra bontà e simpatia

Se decidete di navigare sul sito del ristorante La Corte a Follina potrebbe rimanere ben poco alla fantasia. Troverete informazioni sul ristorante stellato, La Corte appunto; sul bistrot La Cantinetta. Eventi e news; rassegna stampa; cofanetti regalo; lo staff. Ecco, forse troppa informazione genera un po’ il caos nella mia testa dal momento che … il mistero svelato risulta un po’ svilito. E’ possibile pregustare il menù in formato interattivo, sfogliabile ed ingrandibile a piacimento, vi farà risparmiare un po’ di tempo … Ma anche curiosare tra ingredienti e tecniche di cottura. Che dire poi della carta dei vini? Scaricabile in .pdf, così come il menù. Sappiate che se volete acquistare un vino che vi è piaciuto sarà vostro con un 10% di sconto. E’ preannunciato sul sito, chiaramente. Non gliene sfugge una. Santo Cielo. Pensate che per gli under 30 è stato persino studiato un menù ad hoc per avvicinare i giovani al piacere dello stare a tavola … come si deve.

La Corte Follina

Esiste una sezione dedicata alle recensioni di Tripadvisor (ecco qua avrei un po’ da ridere e linko un mio articolo sul tema vantandomi di essere una “stremata” boicottatrice di questo strumento), la possibilità di prenotare on-line; la richiesta virtuale del parere; informazioni su carte di credito, policy fumatori e animali a 4 zampe.

E mi fermo qua perché mi gira la testa. Manca solo la sezione FAQ perché quella sull’ambiente e sui nomi di tutte le stanze è invece presente. Ma non mi ci addentro perché dal virtuale voglio catapultarmi al reale e raccontare l’esperienza che ho vissuto io, non attraverso il web ma sulla mia pelle (*al sito dateci comunque un’occhiata, risulta peculiare).

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Quando si entra prevale nell’immediato una sensazione di calore (caminetto acceso o meno). Non so se data dalla luce; dall’arredo un po’ retro; da una leggera musica di sottofondo; dai morbidi tappeti persiani. Il fatto è che, sebbene non rifletta un gusto comune, l’arredo si rende immediatamente nostro o vostro complice (merito della mano della padrona di casa, Rosy). E’ uno di quei posti dove mi rintanerei quando fuori il cielo è grigio, piove e tira vento. E’ uno dei quei posti ideali per una fuga romantica, nella saletta “della Dama”, una nicchia ricavata per chi desidera una discreta intimità. Magari a lume di candela. E’ un posto ideale per festeggiare i 75 anni di vostro padre (i 75, si per i 60 andrei altrove). E’ un luogo ideale per alcune occasioni, ecco. Voi createvene una perché merita.

La Corte Follina 1

E’ uno di quei posti dove la complicità del contesto si fonde con il contorno. Quello umano. Un andirivieni che prende carne con Giovanni Zanon, proprietario nonché grande conoscitore di vino (aggiungo amante). Sappiate che se lo desiderate vi condurrà pure in cantina. Giovanni è comprensivo. Perché cosciente della nostra attesa così come della nostra propensione alla beva, ci ha rinforzato il bicchiere con un bordolese di corpo e struttura offertoci una volta evaporatosi il Kuen hof, come … d’incanto. Un Riesling interessante quello di Peter Pliger. Profumato (oserei pure un profumatissimo). Ma sapido e minerale. Siamo vicino a Bressanone, nella Valle Isarco. Massimi livelli per un riesling di fattura italiana.

In perfetto sposalizio con i cannoli di mais giallo di Marano: purea grezza di broccolo di Bassano; alici saltate; tagliatella di seppia e fonduta fredda di Montasio mezzano. Intersecantesi anche con i trancetti di triglia e lardo di Colonnata con dei pop corn al caramello salato che mi ricordo ancora, come fosse stato il primo bacio. Interscambiatosi col taglio bordolese di anonima etichetta (Giovanni non ci ha svelato il mistero) quando è arrivato il momento della variazione di agnello d’Alpago: peperoni friggitelli, crema di peperoni rossi, tartare di melanzane e mentuccia. Lasciante spazio ad un calice di passito molto interessante, da uve stramature: Il Latinia, un sardo intenso al naso così come lo è al gusto ma decisamente non stucchevole da bere in autonomia, sorseggiare dal commensale o abbinare alla minipasticceria. Non ci avrei fatto caso se non fosse stato Giovanni a farlo notare ma i sentori di fico si avvertono con piacevolezza.

Così come piacevolmente si avverte la mano maestra dell’executive chef Donato Episcopo il quale, dopo sei anni di esperienza tristellata da Heinz Beck, ha consentito anche alla cucina de La Corte di guadagnare il famigerato stemmino. Meritato e meritevole di un’esperienza … in carne ed ossa.

 

 

 

 

 

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