• I vini naturali… lieviti indigeni in azione

Il Bianco di Toi: un vino egocentrico, imperante ma discresto – il vino che non stanca mai

Il Bianco di Toi. Cos’è innanzitutto: è un vino. Con la “v” minuscola. Un vino che si tiene un pochino in disparte perché Lui, con la “L” maiuscola, sa di essere ciò che è, senza voler proiettare un’immagine differente che potrebbe eventualmente far crollare al suo bevitore un mondo di aspettative. Ma in tutto ciò non privo di una sana dose di egocentrismo.  Un egocentrico che rimane in disparte, inusuale.

Si perché l’egocentrico non dovrebbe solitamente mettersi in mostra? Solitamente si ma non quando è Puro. In tal caso è unicamente un IO, centrato, equilibrato.

Un vino Puro, quindi: 100% vermentino (ossia in purezza), nessun tipo di ostracismo ad ostacolare l’espressione di quest’uva, cresciuta in un solo ettaro vitato da Stefano Legnani, nella frazione di Badia, zona di Sarzana. Per chi non lo sapesse (e non facciamocene una colpa) ci troviamo in provincia di La Spezia. Quanto è bella la Liguria … Un’uva raccolta quando le vespe vi gironzano intorno perché significa che è buona.  Come sosteneva Lao Tzu “La natura non ha fretta, eppure tutto si realizza”.  Ed è così che nascono le 4000 bottiglie annue di Stefano.
IMG_4254Il Ponte di Toi regna la tavola con discrezione dal momento che Lui, in fin dei conti, è un vino PER la tavola più che DA tavola. Ci sta bene tutti i giorni. Ed a tutte le ore perché, grazie alla metodologia di produzione naturale e l’uso di solfiti  ridotto ai minimi termini, si rivela deliziosamente digeribile. Niente controlli di temperatura, niente filtratura né chiarifica. Fermentazioni con lieviti indigeni. Macerazione sulle bucce di diversi giorni. Ne origina un vino non scontato, spontaneo; un po’ lunatico che si manifesta in tutte le sue forme con dinamicità. Un vino bianco, decisamente secco ma di estrema sostanza, denotante una lieve fermentazione in bottiglia. Che però, visto che non è proprio DA tavola, lo berrei seduta su un divano chiacchierando con degli amici.

Adagiata su una coperta di lana di quelle che punzecchia stesa su di             un prato verde. Seduta su di una panca di legno vecchio pasteggiando qualcosa di genuino con persone accidentalmente conosciute ma intrise di vita.

Un vino simpatico, genuino. Bello ma non bellissimo. Simpatico e che non se la tira. Che per questo motivo ti conquista e difficilmente ti stancherà. Il Bianco di Toi è un vino per coloro che davvero amano il vino. Un vino da  compartire. Da mettere in valigia, in mezzo a tanti morbidi vestiti; farlo viaggiare per il mondo allo scopo di degustarlo ovunque e comunque. Senza limiti di spazio e di tempo.

Si perché come diceva Clifton Fadiman, “una bottiglia di vino implica la condivisione; non ho mai incontrato un amante del vino che fosse egoista”. Ed io … NEMMENO.

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