All’Osteria alla Chiesa a Monfumo Claudio e Giada vi sapranno regalare forti emozioni fatte di innovazione nella tradizione

Grazie ad un’amica ho avuto la fortuna di incappare nel racconto di un ristorantino “rustico”, L’Osteria alla Chiesa, che mi ha senza via di ritorno stuzzicato il mio appetito di food … e non solo. Già, spesso e volentieri la mia non è proprio fame ma è più voglia di qualcosa di nuovo e … buono.  L’Osteria alla Chiesa mi in tal senso saziata a dovere, sia mai pentita di essermi “inerpicata” tra i colli asolani nel bel mezzo di un nebbioso sabato sera per avventurarmi in quel di Monfumo, un paesino di 1400 anime della provincia di Treviso … dove in “tempo zero”, di fronte alla vecchia locanda illuminata, si percepisce che la serata prenderà una piega romantica (ma non sdolcinata!). L’ambiente è di calore, in senso stretto (c’è un caminetto appena entrati) ma anche in senso lato, per via di un’atmosfera che vi coccolerà come si deve!

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Leitmotif della serata: un piacevole contrasto tra il “voi ed il vostro tavolino” ed il simpatico andirivieni dei giovanissimi camerieri tutti in stile casual-vintage vestiti (jeans anni ’80, camicia bianca, bretelle, papillon e Stan Smith con dettagli gialli ai piedi!) che fanno spola tra il piano terra dove si trova la cucina (dateci una sbirciatina appena entrati), ed il piano superiore che ospita 30 coperti in due salette arredate con gusto essenziale, dai toni del legno, crema, bianco ed arancio!

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Un cigolio continuo, una rampa dopo l’altra, così come le sorprese che il giovane chef Claudio, completamente autodidatta, vi riserverà nel corso della serata, una volta che avrete scelto se optare per un percorso di degustazione a base di asino (la loro specialità), “musso* in-fusion”, o per i piatti alla carta. In caso di eterna indecisione, non vi rimane invece che seguire “l’istinto”, così chiamato il menù di 6 portate secondo ghiribizzo dello chef.  Qualunque cosa voi scegliate Lui non farà in alcun modo differenze; sarà sempre egualmente creativo ed innovativo. Così come non vi sarà alcuna disparità di trattamento ad inizio percorso. Delle entrée a stuzzicare l’appetito non mancheranno che abbiate voi scelto un menù dove prevalgono la carne (non necessariamente di asino!), il pesce o i vegetali.

* musso: come noi veneti chiamiamo l’asino!

@ Mousse di asino e pâté di coniglio su sfoglia di riso:

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@ Bocconcini a base di rapa rossa, carota, triglia fritta … c’è pure l’alga spirulina! Serviti con un bicchere di Campari per smorzare la sete!

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Fintantoché aspetterete le portate principali, sgranocchiando taralli, grissini al burro e masticando del morbidissimo pane home-made su cui avrete spalmato della pericolosissima spuma al burro (tanto è buona!), la dolcissima Giada vi saprà dare le più azzeccate indicazioni sull’abbinamento cibo-vino. Sommelier esperta, si occupa delle selezione del vino, oltre a gestire con occhio vigile la sala e coordinare il team.  Se la vedrete troppo occupata, vi potrete nel frattempo divertire sfogliando la carta vini su i-pad, un’interessante proposta italiana, con qualche breve viaggio in Austria, Germania, Francia e Slovenia e qualche chicca orientata al bio e naturale. Sufficientemente ricca per trovare il giusto pairing con il vostro menù, portata dopo portata:

Voglia di un antipasto molto saporito a base di formaggio dove il gusto deciso del morlacco si combina con la crocantezza vegetale?

@ Montegrappa: morlacco, cavolo nero, latte e radicchio selvatico: 

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 Oppure preferite concedervi per la serata una scorpacciata di maiale, che ogni tanto nella vita non porta di certo … male?

@ Il maiale 1985: salame, musetto, terrina di trippa, cuore, fegato, biscotto-al-sangue, muscolo e … 

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… @ lingua! Già, a Claudio piace riservare un ingrediente del piatto alla fine … Ve lo servirà dopo un po’ di minuti, quando già avrete terminato e di certo non vi aspettereste di godere di un altro pezzettino!

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Quando passerete al secondo piatto, lo stupore sarà tanto quando vi troverete di fronte alla pietanza vegana ordinata, L’orto di Dino. Un connubio di semplicità e gusto, condito da un tocco creativo. Attenzione alla tartare di broccoli, base del piatto, potrebbe creare dipendenza!

@ L’Orto di Dino

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Una buona dose di agnello vi appagherà invece al punto di poter tirare avanti per un bel po’. Avrete modo di assaggiarne anche le frattaglie!

@ Finanziera di agnello: frattaglie, verdure al kyushu, agnello arrostito e il suo brodo:

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Prima del dessert non fatevi mancare della @ cresta di gallo fritta (si, avete capito bene!), servita su di un giardinetto (sorpresa!):

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Infine, dopo un pre-dessert delizioso, una splendida serata e quell’incessante brulichio a cui oramai vi sarete affezionati, giungerà senza rendersene conto il momento del dessert. Sia pur belli sazi, impossibile resistere alla lista a mo’ di filastrocca recitata (non sono presenti nel menù), dove fra tutti sarete probabilmente tentati di provarli … tutti per l’appunto.

Nel dubbio, se al “musso” avete dato poco credito ad inizio serata, al latte della consorte non potrete dir di no. Ed ecco a voi un’enorme tazza con tanto di piattino (quelle che nei coffee shop newyorkesi servono il cappuccino extra-large) dove scoverete nel fondo un delicatissimo @ gelato di latte di asina (un alimento dalle molteplici proprietà!) in diverse consistenze. Meritatissimo l’ hashtag #yummy!

osteria-alla-chiesa-monfumo_gelato-al-latte-di-asinaBasta, la pacchia è finita. Non vi rimarrà che scendere anche voi le scale, fare due chiacchiere al bancone di legno (di quelli di una volta) con Claudio e Giada (che vi offriranno anche della mini pasticceria), accorgersi dall’orologio a pendolo che è ora di andarsene a nanna, sazi, appagati ma soprattutto (e vi par poca cosa?) …. felici!

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