• I ristoranti stellati Michelin

Non serve suonare 2 volte al 2 stelle Michelin di Udine: Agli Amici Dal 1887

agli-amici-udineIl postino suona sempre due volte? Da “Agli Amici Dal 1887” questo detto non vale.  Saranno in due ad aspettarvi sull’uscio e   l’accoglienza è tale da venirvi incontro sino in strada per darvi il benvenuto, a differenza di molti stellati dove è d’obbligo suonare il campanello. Ambiente di classe,  moderno con calore. Eccellenza gastronomica … Bilanciamento degli ingredienti e stagionalità. Stop!  Corro all’essenza di ciò che  mi è rimasto impresso, quasi scalfito in memoria, a seguito di una cena presso il bistellato  udinese.

La prima cosa che mi viene a mente è l’ultima, vale a dire la spensieratezza che mi ha trasmesso il dessert a braccetto con la mini-pasticceria (mi ha divertita quanto il gioco al cioccolato delle Calandre). Il primo, pane e cioccolato (e piccoli frutti rossi che per me quasi stonavano ma in tal caso non faccio testo) era l’incarnazione del panino alla Nutella in versione, anzi versioncina, gourmet. Di quelli che il papà mi faceva con la crema di nocciole trasbordante e la mamma con appena un velo (“cara mamma dammene ancora!”) La mini-pasticceria si è rivelata un riassunto delle percezioni gustative dalla nascita ai giorni nostri: dal pasticcino che sapeva di latte, per passare attraverso un vasetto contenente una mousse che sapeva di omogeneizzato (peccato io sia cresciuta a minestrone), il mini-gelatino a manina con la nonna, le frittellina delle prime serate alle giostre (e dei primi amori, aggiungo io) ed infine la pralina al vino dell’età adulta, ossia la scoperta di come affondare i dispiaceri della vita …

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Il bagno è nascosto dietro ad una parete!

 … assolutamente NO, perché il vino, se degustato con passione, non potrà che essere una fonte di arricchimento personale e culturale, così come il sommelier Gianluca Castellano vi darà conferma. Con simpatia, scioltezza di spirito ed un modo discreto e rilassato, vi accompagnerà durante la cena proponendovi delle ottime scelte di cui ho deciso di parlare in un articolo a parte, semplicemente per non rendere questo una pappardella. Ma soprattutto perché Gianluca lo merita, al punto da essere uno degli “elementi” scalfitisi nella memoria della mia esperienza bistellata …

 … assieme alla cortesia dello chef Emanuele Scarello della sorella Michela. Vi interesserà sapere che Emanuele fa parte dei  Jeunes Restaurateurs d’Europe dal ’99 (classe 1970), che ha viaggiato in lungo e in largo (come Michela, maître e sommelier), che ricerca l’equilibrio nel piatto attraverso l’uso di prodotti del territorio. Che assieme alla sorella punta ad un’esperienza gustativa di eccellenza per i propri ospiti, perpetrando la tradizione di famiglia. Apprezzerete altresì sapere che Emanuele e Michela sono di una semplicità disarmante e con loro potrete fare una chiaccherata a fine serata, non di quelle forzate e piene di luoghi comuni, ma tra esseri umani che condividono passioni. C’è dell’eleganza nel loro modo di essere. Niente puzza sotto il naso, solo genuinità e tanta ospitalità. Saranno disposti a mostrarvi il loro bistrot di recentissima apertura (Gnocchi Kitchen Bar) sul finir della sera, a pulizie fatte e luce spenta. Un gastro-bistrot  dove si cucinano gnocchi con le patate autoctone, golosità del territorio in vaso-cottura e così via: la cucina è quella del ristorante stellato.

.. e poi lo so che dovrei scrivere che mi sono rimasti impressi  i piatti del menù Storia e Cuore perché di fatto lo sono stati e ancora me li ricordo e li rimangerei da capo. Ecco, l’ho scritto. Per loro rappresentano “il legame col territorio attraverso i prodotti della dispensa friulana”; per me che friulana non sono e ho la dispensa sempre vuota si sono solo intrufolati tra le mie papille rendendole davvero felici.
Dalla tartare di fasolari (dei molluschi particolari)  con panna cotta di agrumi e ketchup di albicocche alla lavanda, all’anguilla tostata e tocchi di rosso (di frutti di bosco e rapa, aggiungo): saporita e quasi magra. Pausa. Poi la pasta di Gragnano alle capelunghe seguita da dei ravioli allo zabaione salato, salsa di pecorino e guanciale (una signora Carbonara, ecco!). Pausa. Un gallo ruspante tostato con trota affumicata e salsa alle bacche di senape: un connubio perfetto tra carne e pesce su cui non avrei mai scommesso. Smentita ma felice, come le mie papille…Perché c’è dell’eleganza nel tutto. Niente sofisticazioni.

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E basta. Invece no. C’è un qualcos’altro che è rimasto nella mia memoria. Ci stava accanto al nostro tavola una signora. Seduta da sola. Anziana. Vestita di tutto punto, con tutti i colori e molti, moltissimi gioielli. Un trucco molto accentuato, un capello biondo voluminoso perfettamente composto. Dal modo sofisticato ma non affettato. Schietta, decisamente sincera. Ordina una pasta al pomodoro, una bistecca con delle patate al forno ed una bottiglia di Franciacorta di cui ha sorseggiato giusto due dita. Il tutto condito da una spruzzata infinita di dignità che, insieme a signora eleganza, non sta nell’abito. Tantomeno nel piatto. Ma in un qualcosa di impalpabile che, per me ieri sera Agli Amici, è stato il filo conduttore di una serata direi proprio per questo, decisamente molto ma molto … appagante!

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Carbonara

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Tartare di fasolari

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Gallo ruspante con trota affumicata

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Panzanella con acqua al pomodoro

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