Il Ristorante Pepenero a Noventa Padovana: cucina di pesce non convenzionale condita da un’atmosfera raffinata!

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In provincia di Padova, a Noventa Padovana per la precisione, troverete questo ristorantino di pesce gourmet degno di menzione, in quanto si distingue dalla media dei soliti ristoranti di pesce, con proposte tendenzialmente ripetitive. Andando in ordine di ricordi, parto da quello più recente: il conto. Ottimo rapporto qualità prezzo, 120 euro a coppia, per una cena completa, antipasto, primo, secondo e dolce, annaffiati da tanto vino. Le porzioni sono medio-abbondanti, nonostante lo stampo sofisticato del locale.

ristorante-001Ritornando indietro nel tempo e saltando il nocciolo della questione per qualche istante, mi ricordo l’impatto iniziale del locale: quando si entra si viene subito accolti da un’atmosfera ricca di calore.  Un salottino con una libreria e un pianoforte, di cui godere nell’attesa degli amici ritardatari; un maxi bancone luminoso, delle credenze country-chic: traspare gusto ed eleganza. Poi gli amici arrivano, si beve un aperitivo tra le tante bollicine presenti nella carta dei vini, dai metodi classici a quelli ancestrali … e ci si sposta senza accorgersi in sala: sarà che è tutto così omogeneamente sviluppato che la continuità tra un ambiente e l’altro risulta così naturale … Ci si siede a tavola e si inizia a sfogliare il menù, dove i piatti non sono mai troppo classici, bensì sfiziosi: si arriva al nocciolo della questione insomma. E l’appetito sale.

In entrata abbonda il crudo, degustazioni di tartare, carpacci, crostacei e molluschi a seconda del pescato, con qualche parentesi più sfiziosa quale la caprese di scampi crudi con un cuore di burrata. 

Tra i cotti degno di menzione il “mare tre cotture”, un mix di cappelunghe al forno, canestrelli alla griglia e sardine dorate del mar adriatico. Entusiasti i commensali del saor di gamberi su julienne di verdure crude in vinaigrette alla senape. I primi invogliano molto: la tavolata di amici ha dirottato la scelta su un risottino mantecato ai sapori del mare. Un classico che anche al Pepe Nero non si è smentito. Diversa dal solito la proposta dei secondi, anche se la scelta è ricaduta nel mio caso su un altro classico, la frittura, detta anche “scartosso del pesse fritto”…come dicevo, le porzioni sono tutt’altro che da fame, per cui il mio consiglio è di smezzare con qualcuno la croccantezza di canestrelli, calamari, gamberi, scampetti e sardine, dei nostri mari: non siate egoisti!
Infine il dolce. Mi dicevano i mie amici che valeva la pena provarli. Non sono stata conquistata fino in fondo dal mio semifreddo con pistacchio. La prossima volta darò retta a chi mi ha suggerito il tiepido di mandorle, amaretti e uva passa di Corinto.  

Complimenti dunque allo chef Sandro Sinico che ha saputo brillantemente rilanciare il locale dopo un passato non troppo felice. Durante e a fine servizio entra in sala sorridente, dimostrazione che ci tiene molto ad appurare la soddisfazione della clientela. Anche il servizio è cordiale e professionale.

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Ultima ma non ultima la carta dei vini. Un bel libricino da sfogliare, con un grande spazio dedicato alle bolle italiane e francesi. Invoglia a ripetere la scelta a più riprese, specialmente se la tavolata è gremita di bevitori … Ops, degustatori.

Ma non temiate: se per caso avete bevuto di troppo,  il ristorante ospita anche una locanda: 4 accoglienti camere, con lo stesso stile raffinato del locale! Vi sveglierete l’indomani con ancor più appetito di prima!

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